Parrocchia dei Santi Giovanni Battista e Gemma Galgani

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Guardate le mie mani e i miei piedi

Non basta avere le mani bucate. Ci vogliono anche i piedi forati.

E’ per questo che quando Gesù apparve ai discepoli la sera di Pasqua “mostrò loro le mani e i piedi”.

Carissimi fratelli, oggi voglio dirvi che la Pasqua è tutta qui.

Se non afferriamo i piedi di Gesù, lavare i piedi ai marocchini, o agli sfrattati, o ai tossici, non basta.

Non basta neppure lavarsi i piedi a vicenda, tra compagni di fede.

Mani e piedi, con tanto di marchio! Ecco le coordinate essenziali per ricostruire la carta d’identità del risorto.

Mani bucate.

Richiamo a quella inesauribile carità verso i fratelli, che si fa donazione a fondo perduto.

Piedi forati.

Appello esigente a quell’amore verso il Signore, che ci fa scorgere il senso ultimo delle cose attraverso le ferite della sua carne trasfigurata .

                                                       (don Tonino Bello, vescovo di Molfetta,

                                                                  morto a 58 anni il 20-04-1993)

Pasqua di Risurrezione

Cristo è veramente risorto, e questo è un bel saluto da darci nel giorno di Pasqua: “Cristo è risorto! Cristo è risorto!”, come tanti popoli fanno. Ricordarci che Cristo è risorto, è vivo fra noi, è vivo e abita in ciascuno di noi. È per questo che san Pietro ci invita con forza ad adorarlo nei nostri cuori (cfr 1Pt 3, 16). Lì il Signore ha preso dimora nel momento del nostro Battesimo, e da lì continua a rinnovare noi e la nostra vita, ricolmandoci del suo amore e della pienezza dello Spirito.

     Ecco allora perché l’Apostolo ci raccomanda di rendere ragione della speranza che è in noi : la nostra speranza non è un concetto, non è un sentimento, non è un telefonino, non è un mucchio di ricchezze! La nostra speranza è una Persona, è il Signore Gesù che riconosciamo vivo e presente in noi e nei nostri fratelli, perché Cristo è risorto.

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FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME

Le due solenni INVOCAZIONI dello SPIRITO SANTO

e i due “AMEN”

La Preghiera Eucaristica è il momento culminante di tutta la celebrazione. Si tratta di entrare in una preghiera il cui destinatario è Dio, il Padre. E’ una preghiera formulata in prima persona plurale, a esprimere il «noi» ecclesiale, perché anche se pronunciata da chi - vescovo o presbitero - esercita la presidenza liturgica, il soggetto della preghiera eucaristica è tutto il popolo di Dio riunito per la celebrazione e coinvolto in un movimento di lode, di offerta e di intercessione.

Già portando all’altare i doni e le offerte esprimiamo la nostra volontà di unirci all’offerta di Gesù al Padre per la salvezza del mondo.

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L’Eucaristia ci rende famiglia e lievito di fraternità - Terza Tappa

L’Eucaristia ci rende famiglia e lievito di fraternità

     Terza Tappa del Congresso Eucaristico Diocesano


Riti di inizio

CONVOCATI DAL SIGNORE E ACCOGLIENTI GLI UNI VERSO GLI ALTRI

Il primo atto liturgico della celebrazione cristiana è il “radunarsi” insieme, il costituirsi dell’assemblea. La processione iniziale dei ministri esprime e realizza la singolarità di questa riunione. Essa, infatti, non è assimilabile a un normale incontro o a una aggregazione umana, perché è opera del Signore Risorto. 

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Assemblea interparrocchiale di Borgo Panigale

Domenica 12 febbraio

Assemblea interparrocchiale di Borgo Panigale

Nel pomeriggio (ore 15.00-18.30) si terrà - come seconda tappa del cammino del Congresso Eucaristico Diocesano - l’assemblea delle cinque parrocchie di Borgo Panigale, ospiti della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria al Villaggio. Dopo un’introduzione alla lettura della situazione e dei cambiamenti in atto aiutati dal dott. Gialuigi Bovini, già capo del Dipartimento Programmazione del Comune di Bologna e dal prof. Andrea Porcarelli, titolare della cattedra di Pedagogia generale all’Università di Padova, si terranno i gruppi di lavoro sinodale per individuare i cambiamenti che più interpellano le parrocchie e le risorse presenti o da mettere in atto per affrontarli. 

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