Credere è difficile non credere è impossibile. Credi e ti ringrazierai! (5)

Categoria: Anno della Fede
Pubblicato Domenica, 25 Novembre 2012 15:03
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da: Pino Pellegrino, La Fede. Credere è difficile non credere è impossibile. Credi e ti ringrazierai!, Astegiano Editore 2012

La fede non è un tranquillante

È sempre impressionante leggere Carlo Carretto, grande testimone del secolo scorso, già presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana, poi ritiratosi nel deserto del Sahara, che confessa: «Non finirò mai di ripetere che la più tremenda fatica della mia vita è stata quella di credere». Sì, credere è fatica perché il dubbio la insidia continuamente: «E se fossero tutte storielle confezionate per infinocchiare vecchietti e bambini?».

D'altronde il dubbio è parte integrante della fede. Aveva tutte le ragioni il filosofo spagnolo Miguel de Unamuno a dire che «la fede che non conosce dubbi, è una fede morta». Se questo è vero, non avrebbe dovuto provocare nessuno choc la scoperta che la stessa Madre Teresa di Calcutta ha avuto periodi di buio denso e di crisi.

La fede non è infantilismo

La fede non ha paura dell’intelligenza. “Un po’ di cultura può allontanare dalla fede. Molta cultura vi riconduce”: parola del pensatore francese Jean Guitton (1901 -1999). Dunque, la fede non è una fiaba per i creduloni. Se la fede fosse Infantilismo, Dante, Petrarca, Manzoni, Pascal, Mendel e mille altri, sarebbero tutti ingenui! È tempo di smetterla di pensare che i cristiani hanno il cuore grande, ma la mente piccola! Il cristiano quando entra in chiesa, si toglie il cappello, non il cervello! Il più grande Padre della Chiesa occidentale, sant’Agostino, è arrivato a dire: «Se la fede non è pensata, è nulla!».

La fede non è fanatismo

La fede è d’oro, l’entusiasmo è d’argento, il fanatismo è di piombo! Non è mancanza di carità pensare che siano stati dei fanatici i talebani dell’Afghanistan che, alcuni anni or sono, distrussero le imponenti, meravigliose statue di Buddha scavate nella roccia (una alta 53 metri, l’altra 35). La fede non è questo, perché Dio non ha bisogno di gesti distruttivi per far sapere che esiste! «I mulini di Dio macinano lentamente», recita il proverbio.

La fede non è oppio

Un giorno, un politico vide in chiesa tanta gente a pregare. Disse al frate: «Se pregano, siamo a posto! ». «Eh, no!», fu la risposta del monaco: «Se pregano, non siamo più a posto! Se pregano, succede il pandemonio! Con la preghiera tutto cambia, non c’è più niente, non c’è più nessuno che stia al suo posto: la fede è pericolosa, sovversiva!». Cos’è che ha spinto il musicologo e medico tedesco Albert Schweitzer (1875-1965) a lasciare carriera e comodità per dedicarsi pienamente ai malati di Lambaréné, in Africa? La risposta è una sola: una fede tanto bruciante da sentirsi obbligato a far camminare le gambe e a mettere in moto le mani per dare!!
A proposito di fede come spinta all’azione, vi è proprio nella vita del dottor Schweitzer un episodio toccante ed illuminante. Una sera gli capitò di incontrare un altro grande credente, Raoul Follerau (1903-1977), l’apostolo instancabile dei lebbrosi. Ad un tratto questi gli disse: “Senti, se ti capitasse di incontrare Gesù su queste povere strade africane, che cosa faresti?”. Il medico ebbe un momento di esitazione e poi rispose: “Sai cosa farei? Abbasserei la testa per la vergogna: abbiamo fatto così poco di quello che lui ci ha comandato!”. Chiaro, no? La fede non disimpegna, ma spinge all’azione! Credere è abbandonarsi a Dio, non farsi cullare da Dio! Credere è fidarsi di Dio, ma anche fidarsi di sé. 

La fede: il presupposto della vita

Se non mi fidassi di nessuno, come potrei vivere?
Come potrei crescere se avessi paura che mio padre vuole farmi del male, che mia madre potrebbe mettermi del veleno nel dentifricio?
Come potrei fare l’esperienza dell’amore se non fossi sicuri che, anche se adesso non la vedo, la mia fidanzata continua a volermi bene, pensa a me, non mi tradisce, non mi abbandona?
Come potrei dire il giorno della mia nascita se non mi fidassi della parola dei miei genitori?
Persino mangiare è un atto di fede: credo che i pesci siano sani, che i funghi non siano avvelenati…
La fede-fiducia è il presupposto della vita.